Stispi, intervista a “Salute e Benessere” di Radio 60 70 80

 

Stipsi, stitichezza ne abbiamo parlato questa mattina, nella trasmissione “Salute e Benessere” condotta da Giovanni Perretti.

Daniela stipsi, stitichezza, colon irritabile, ne soffrono in molti?

La stipsi è un sintomo che condiziona in modo molto importante la vita di molti italiani, circa il 17% e più della metà utilizza farmaci.

Si pensi che ne soffre 1 adulto su 10, 1 anziano su 5 e se parliamo di donne la percentuale si alza a 8 donne su 10.

Prima di chiedere aiuto passano circa 17 anni dall’insorgenza del problema, per fortuna si sta andando verso una condivisione e  consapevolezza maggiore a cui si associa anche una crescita delle informazioni.

Ma cosa si intende esattamente per stipsi?

Se si soffre di stitichezza significa che i nervi ed i muscoli interessati non sono ben convinti a raggiungere il proprio scopo.

La stipsi di fatto è un colon che trattiene più del solito, rallentando e riducendo i movimenti peristaltici che dovrebbero terminare con l’evacuazione.

Di solito si pensa che la caratterisitca distintiva della stipsi sia solo un’evacuazione inferiore alle 3 volte alla settimana.

In realtà ci sono altre caratteristiche importanti da tener presente:

  • Un eccessivo sforzo durante lo svuotamento.
  • Una defecazione insoddisfacente.
  • Il volume delle feci estremamente ridotto.
  • La sensazione di impedimento durante la defecazione.
  • La distensione addominale e fastidio al basso ventre.

Si pensi che ci sono persone, che a causa della stipsi, sono costrette a modificare la propria vita sociale, familiare e lavorativa, perché costrette a passare molto tempo in bagno, oppure hanno necessità di andarci ripetutamente.

Quali sono i motivi per cui si ha un problema di stipsi?

In gran parte sono emotivi, ma anche ambientali e fisici, in alcuni casi possiamo risalire anche all’infanzia.

E’ importante ricordare che la stitichezza è il sintomo di una condizione e non la causa.

Sappiamo ad esempio che la donna in gravidanza può soffrire perché l’ingombro addominale sposta e schiaccia l’intestino, riducendone così la peristalsi. Negli anziani è presente perché i movimenti peristaltici sono rallentati, oppure sappiamo che l’uso di alcuni medicinali come diuretici, antidepressivi e anticolinergici possono provocare stipsi.

Sappiamo anche che ci sono sostanze che invece stimolano come il fumo, il caffè o il latte caldo.

Come possiamo prevenire il problema?

L’intestino è grandemente influenzato dai nostri comportamenti: stress, emozioni possono disturbare il lavoro intestinale che invece sarebbe cadenzato dai ritmi sonno, veglia, pasti.

Questo lo possiamo vedere tranquillamente nei neonati che solitamente dopo aver mangiato hanno il riflesso gastro colico che si espleta attraverso la defecazione.

Un ruolo importante lo può avere il cambiamento comportamentale: una vita meno sedentaria, dei pasti meno abbondanti ed un’alimentazione corretta possono favorire il miglioramento del disturbo.

I lassativi sono utili quando si soffre di stipsi?

Intanto chiariamo che non tutti i lassativi sono uguali, abbiamo lassativi che ammorbidiscono il materiale fecale, quelli che rendono il materiale scivoloso e lassativi che stimolano le pareti intestinali.

Ricordiamoci che i lassativi possono essere utilizzati nei casi di stipsi occasionale, come ad esempio, quando si viaggia, quando si è subito un intervento chirurgico addominale, o quando si è costretti ad una sedentrietà prolungata.

E sempre bene chiedere aiuto ad uno specialista, perché non tutti i purganti sono uguali e rischiamo di complicare le cose.

Frequentemente la persona che utilizza lassativi o purganti non conosce la regola dei tre giorni: liberiamo 1/3 delle feci presenti nel colon ed in particolare quelle dell’ultimo tratto.

Quando usiamo lassativi svuotiamo tutto il colon, l’intestino, quindi, impiega circa 3 giorni per riempirsi di nuovo, creando così una sospensione  media di 3 giorni, tale condizione è spesso confusa come un comportamento stitico.

E quando le cose si complicano?

Le complicanze della stipsi possono essere la comparsa di emorroidi, di ragadi, di prolasso della mucosa rettale o abbassamento del pavimento pelvico in genere, conseguenti a spinte eccessive e sedute prolungate.

In alcuni casi si deve intervenire chirurgicamente.

E’ importante rivolgersi quanto prima ad uno specialista proprio per evitare queste complicanze.

Daniela, un aiuto arriva anche dalla riabilitazione del pavimento pelvico, giusto?

Si esatto, diciamo che l’obiettivo nel trattamento della stipsi è quello di avvicinare il colon ad un comportamento regolare.

Non dobbiamo dimenticare che l’intestino è un organo molto grande ed ingombrante, se non adeguatamente funzionante pesa sulla vescica, sull’utero favorendo disfunzioni pelviche come l’incontinenza urinaria e il prolasso degli organi pelvici.

Quando riabilitiamo agiamo sui cambiamenti comportamentali, come la dieta, il movimento, la gestione dello stress.

A volte i cambiamenti comportamentali non sono sufficienti, in questi casi è necessario intervenire con la riabilitazione del pavimento pelvico perché  i miuscoli coinvolti sono deboli o scoordinati.

Qualche consiglio?

La raccomandazione più importante è quella di rispettare lo stimolo per evitare il rischio di inibire lo stimolo defecatorio.

Sicuramente favorire la posizione alla turca con l’aiuto di uno sgabellino di circa 20 cm, facilità e velocizza il momento dell’evacuazione.

Chiedere aiuto ad uno specialista come il proctologo.

Rivolgersi ad un riabilitatore del pavimento pelvico.

E ricordarsi che per far funzionare l’intestino abbiamo bisogno di pazienza, costanza, e aiuto.