DANIELA SORRENTINO D.O.
Infermiera, stomaterapista, formazione osteopatica. Venticinque anni sul pavimento pelvico e una preferenza per i problemi difficili.

1. Come sono arrivata qui
Sono infermiera dal 1994. Ho cominciato a occuparmi di pavimento pelvico venticinque anni fa: prima nella pratica clinica, sui pazienti che avevo davanti e per cui non esisteva un percorso, poi con i corsi e i master che hanno dato un nome e un metodo a quello che già facevo.
Esercito come libera professionista dal 2003. Lavoro in due studi, ad Abano Terme e a Tencarola di Selvazzano.
In questi anni la parte del lavoro che mi ha interessata di più non è stata quella semplice. È stata quella in cui il problema era già stato affrontato da altri, senza risultato e bisognava capire perché.
2. Come lavoro
Il mio strumento principale sono le mani.
La valutazione manuale è il punto di partenza di ogni percorso: non un preliminare da sbrigare, ma il momento in cui si capisce cosa sta succedendo davvero. Da lì guardo il quadro intero — pavimento pelvico, parete addominale, postura, respiro — e insieme la storia della persona: cosa ha già provato, cosa ha funzionato per un po’, cosa non ha mai funzionato e cosa nella sua giornata è cambiato per adattarsi al problema.
Uso anche biofeedback ed elettrostimolazione, quando il quadro clinico li richiede. Sempre dentro un percorso costruito sulla valutazione manuale, mai come prestazione a sé stante: sono strumenti che rendono visibile e allenabile ciò che le mani hanno già individuato, non terapie autonome.
Non propongo trattamenti con dispositivi la cui efficacia non è sostenuta da evidenza solida. È una scelta che a volte mi costa un paziente e che tengo lo stesso.
3. Il ragionamento, che è la parte che conta
Quando un percorso ben condotto non dà risultato, quasi sempre non era sbagliato in sé: era rivolto al meccanismo sbagliato.
Nel dolore pelvico e nelle disfunzioni post-chirurgiche i meccanismi possibili sono diversi, si combinano in proporzioni che cambiano da persona a persona e nel tempo. Un pavimento pelvico contratto in difesa. Un sistema nervoso che ha abbassato la soglia e legge come doloroso ciò che prima non lo era. Un’anatomia modificata da un intervento, che chiede al corpo di funzionare secondo una regola nuova. Un quadro dove non c’è affatto ipertono e mesi di esercizi di rilassamento non potevano funzionare perché lavoravano su qualcosa che non c’era.
Capire quale meccanismo prevale è il primo lavoro, non un passaggio preliminare. È anche la ragione per cui la prima valutazione è lunga, per cui a volte la risposta è che serve prima un’altra strada.
4. Di cosa mi occupo
Le aree in cui il mio lavoro incide di più: dolore pelvico cronico refrattario, vulvodinia e vestibolodinia, dispareunia; endometriosi, in particolare gli esiti funzionali dopo la chirurgia profonda; esiti di chirurgia colorettale — sindrome da resezione anteriore del retto, ricanalizzazione, riadattamento intestinale; stomie intestinali e urinarie — complicanze del peristomale, ernia parastomale, irrigazione, recupero della parete addominale; cistectomia e ricostruzione vescicale — tecnica di svuotamento, gestione del residuo, cateterismo intermittente; parete addominale — ernie, laparoceli, esiti di chirurgia addomino-pelvica maggiore; disfunzioni urinarie ed evacuative e salute pelvica maschile.
La combinazione di stomaterapia, riabilitazione pelvi-perineale e ragionamento osteopatico nella stessa professionista è poco frequente in Italia. Nella pratica significa che chi arriva da una chirurgia complessa non deve dividersi tra chi si occupa del presidio e chi si occupa del corpo che lo porta e che alla chiusura di una stomia non ricomincia da capo con qualcun altro. Iscritta ad AIOSS, società scientifica costituita da infermieri esperti in riabilitazione pelvica e stomaterapia.
4. Di cosa non mi occupo
Non faccio diagnosi mediche. L’inquadramento diagnostico è del ginecologo, dell’urologo, del chirurgo, dello specialista del dolore. Il mio lavoro comincia a volte prima, spesso dopo e riguarda un’altra domanda: cosa sta mantenendo il problema adesso, cosa si può fare perché il corpo smetta di difendersi.
Quando dalla valutazione emerge qualcosa che richiede un approfondimento medico, ti rimando — e lo faccio subito. È parte del lavoro, non una sua interruzione.
6. Il disegno come strumento clinico
Disegno per per passione, per sfogo e spiegare.
Ci sono cose che a parole restano astratte — perché una neovescica non manda lo stesso segnale di prima, perché il dolore resta quando la malattia è stata tolta, perché il miglioramento non è una linea che sale — e che un disegno chiarisce in tre secondi. Quando riesco le uso in studio con i pazienti, nei materiali dei corsi, e in queste pagine.
Servono anche a un’altra cosa: rendere dicibili argomenti che restano taciuti per vergogna. Una tavola disegnata dà le parole a chi non le trova e le dà anche al medico che riceve la domanda.
Sono iscritta a Graphic Medicine Italia. Ho scritto e illustrato il Manuale per mestruata alle prime armi (Pelvisability Edizioni, 2025), e una guida gratuita illustrata sul dolore pelvico.
7. Percorso professionale
Formazione
Infermiera dal 1994 · Master internazionale in Riabilitazione Pelvi-Perineale · Master in Assistenza alle persone stomizzate e incontinenti, Università di Padova · Diploma in Osteopatia (D.O.) · Formazione continua in area pelvica, colonproctologica e uroginecologica
Esperienza clinica
Libera professione dal 2003 · 2008-2019: studio multidisciplinare per il dolore pelvico cronico e la pudendopatia — undici anni di lavoro in équipe su dolore refrattario, vulvodinia, vestibolodinia, nevralgia del pudendo · 2021-2023: Centro Diagnostico Terapeutico Don Calabria, IRCCS Sacro Cuore, Verona — presa in carico di pazienti con endometriosi.
Docenza e formazione
Docente al workshop di riabilitazione del pavimento pelvico nell’ambito del Master in Stomaterapia e Riabilitazione del pavimento pelvico, Università di Padova, dal 2024, a titolo volontario · Docente in diversi corsi accreditati · Dal 2019 al 2021: formatrice per infermieri nel programma me+ recovery.
Pubblicazioni
Il distacco muco-cutaneo: incidenza e fattori di rischio nelle persone con derivazioni enterali e urinarie (2026) · Le disfunzioni del pavimento pelvico, ruolo del proctologo e del riabilitatore, con Simone Orlandi, LRIOG n. 3 (2021), DOI 10.53146/lriog1202138 · Manuale per mestruata alle prime armi, Pelvisability Edizioni (2025)
8. Sui titoli, una nota di trasparenza
Ho conseguito il diploma in osteopatia (D.O.) e integro l’approccio osteopatico nel lavoro sulle disfunzioni pelviche. L’osteopatia è diventata professione sanitaria regolamentata e le iscrizioni agli elenchi speciali si aprono nel settembre 2026: sto completando l’iter. Fino a quel momento mi presento per quello che sono in questo momento — un’infermiera con formazione osteopatica.
9. Dove ricevo
Abano Terme (PD) — Via Alessandro Volta, 36 — lunedì e mercoledì
Tencarola di Selvazzano (PD) — Centro Salute, Via Forno 26/F — martedì e giovedì
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