Endometriosi e pavimento pelvico: cosa succede al corpo stadio dopo stadio
7 Agosto 2025
Non è “un libro sulle mestruazioni”. È molto di più.
16 Agosto 2025Parliamoci chiaro: la salute intima dei giovani vive in una zona grigia, sospesa tra ciò che si sa e ciò che si fa davvero.
È quella terra di mezzo dove la frase “lo so” spunta come un salvagente… ma spesso quando la nave ha già fatto acqua da tutte le parti.
Si sa che il preservativo serve, che dopo i rapporti sarebbe meglio urinare, che certi detergenti sono più aggressivi di una carta vetrata. Eppure, la richiesta di aiuto arriva tardi, quando il fastidio diventa dolore, il bruciore diventa incendio, e la paura fa scattare la corsa al “chi ne sa più di me”.
Il problema? Tra sapere e fare c’è un oceano, e spesso nessuno insegna a nuotare.
Il quadro reale: la verità? non è tutto rose e fiori
Ce lo raccontano le statistiche, in Italia, il 66% degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni ha già avuto esperienze sessuali.
Circa 1 su 10 il primo rapporto lo ha avuto addirittura prima dei 13 anni. A 15 anni, più del 20% di ragazzi e quasi il 19% di ragazze è sessualmente attivo.
E il profilattico? Tra i quindicenni lo usa il 69,4% dei maschi e il 61,6% delle femmine, ma la percentuale cala già a 17 anni.
Nel frattempo, tra i giovanissimi sono esplosi i casi di infezioni sessualmente trasmissibili: +50% di gonorrea, +25% di clamidia, +20% di sifilide.
E il preservativo? Solo il 69% lo utilizza in generale. In pratica: il rischio sale, la protezione scende… e i conti non tornano.
La matematica non è un’opinione: più rischio, meno protezione… il risultato non promette bene.
Parlare di sesso? Missione (quasi) impossibile
Quasi il 45% dei giovani non si sente a proprio agio a parlare di sessualità con i genitori.
Solo il 6,9% chiede informazioni in famiglia, mentre oltre la metà va a cercarle online (dove, tra tutorial improbabili e “consigli” senza fondamento, il confine tra informazione e disinformazione è sottilissimo).
Il 65% non ha mai affrontato il tema con il padre e un genitore su cinque ammette che, se il discorso arriva, prova un certo imbarazzo.
Intanto, un giovane su tre vive rapporti solo virtuali: messaggi, foto, video… e il corpo reale, con le sue esigenze, resta in attesa di istruzioni.
La prevenzione non è un lusso: è un’abitudine che si nota solo quando manca.
L’igiene intima: questo misterioso optional
Solo il 28% delle donne italiane è pienamente consapevole dell’importanza di una corretta igiene intima.
Tra le adolescenti sopravvivono ancora abitudini discutibili, come detergenti profumati, lavaggi troppo frequenti o troppo rari, biancheria sintetica che non lascia respirare la pelle.
L’igiene diventa prioritaria solo quando arriva un sintomo evidente, come se fosse un lusso e non una routine essenziale.
Genitori: il primo manuale di educazione sessuale
Secondo l’OMS e l’UNESCO, i genitori dovrebbero essere i primi educatori in materia di salute sessuale e affettiva, creando un ambiente di ascolto aperto e non giudicante. Significa cogliere i momenti giusti — una domanda spontanea, una scena in TV — per aprire conversazioni naturali, senza tecnicismi e senza tabù.
Peccato che, spesso, il dialogo arrivi tardi. Nel frattempo, i ragazzi hanno già fatto esperienza e si sono arrangiati come potevano. Le preoccupazioni dei genitori sono altissime: 82% teme le IST, 75% relazioni tossiche, 72% violenze sessuali, 71% rapporti sotto effetto di sostanze, 67% revenge porn. Eppure, la comunicazione preventiva resta timida.
C’è però un dato incoraggiante: il 91% dei genitori è favorevole a corsi di educazione affettiva e sessuale a scuola. Segno che la consapevolezza c’è, anche se la scuola da sola non può colmare tutti i vuoti.
Dal “lo so” al “lo faccio”
La vera sfida è trasformare il sapere in abitudine: proteggersi sempre, scegliere detergenti delicati, ascoltare i segnali del corpo, fare controlli senza rimandare.
E ricordare che il consenso è un dialogo costante, non un accordo firmato a inizio serata.
Sapere è potere. Ma solo se si usa. Altrimenti resta un post-it che vola via al primo spiffero.
Le cose cambiano in meglio quando famiglia, scuola e figure di riferimento creano un ecosistema in cui informarsi è facile, parlare è normale e prevenire è un gesto quotidiano.
Allora sì che la salute intima smette di essere un argomento “da sussurrare” e diventa una competenza di vita, come allacciarsi le scarpe o imparare a nuotare.
Perché sapere è importante. Ma stare bene è un’altra cosa — e comincia quando il “lo so” si trasforma in un convinto, sereno e sicuro: “lo faccio”.

